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I lacchè del patriarcato sono tanti e una lobby, come quella dei padri separati si insinua ovunque. Così l’azienda-blog di Grillo si presta ad ospitare lo sfogo di un “padre separato”, lasciando usare le proprie pagine come latrine ove si può vomitare di tutto, in cambio di voti, consenso, pubblicità… (visto anche che alla sua epistrofe abituale, ha aggiunto: “Ci vediamo in Parlamento”). Nella lettera, intitolata “Un padre e la sua bimba”, l’uomo si lamenta di non riuscire a vedere sua figlia, perché si vede costretto dagli “umori di una donna”. Credo sottintenda, altalenanti, isterici… Lui che fa una “vita da bestia”… il che implica, per complementarità, che la “lunatica” faccia la regina a sua spese, fisiche ed economiche. Continua lamentandosi del fatto che per i padri nella sua condizione non esista alcuna tutela giuridica e infine chiede (a Grillo?) di sensibilizzare l’opinione pubblica (e presto il Parlamento) su tali questioni. Ancor più disgustosi sono i commenti, che parlano di femminicidio in termini di soluzione e di giusta reazione all’esasperazione, solidali con l’ipotetico omicida. Altri mantengono toni più bassi ma dello stesso tenore (sei uomo paghi e se ti va bene vedi tuo figlio una volta al mese, sei donna ti spettano soldi ed il diritto di crescere il figlio. – E poi, parliamoci chiaro, molte donne ci marciano sopra con le richieste…); tutto ciò a dir loro avverrebbe ad opera di un “sistema profondamente iniquo, oppressivo e insensibile nei confronti della figura paterna”. Alcuni consigliano di far capire alcune cose alla “megera”… “con le buone mi raccomando [n.d.r.: per fortuna, ameno questo], che il tuo amore è molto importante per la vostra piccola che DEVE avere un riferimento maschile…”. Chi spiega a parole sue la falsa sindrome, denominata PAS, riferendosi alla madre, dice che “dispone di tutto il tempo necessario per indirizzare psicologicamente e far pesare sul padre tutte le colpe del disagio del minore nella nuova situazione di divisione della famiglia. Ed il genere femminile, ritengo sia maestro in questo!”. Seguono varie dimostrazioni di affetto e solidarietà, da veri camerati e anche da parte delle donne dei camerati… Infine non potevano farsi mancare chi accusa il femminismo di questa situazione, affermando che il tanto vituperato maschilismo non esiste in questa società, dato che ci sono leggi così, a loro dire, ingiuste. A questo punto un’esponente promosso da Grillo si propone come portavoce (sicuro che il movimento 5 stelle rivedrà e risolverà, con laiuto di tutti i cittadini, lo stato di famiglia in maniera equa affinché non debbano più accadere atrocità di questo genere). Ma si leggeranno quando scrivono simili atrocità? Non inserisco il link volontariamente, non voglio uscite a questi siti, dal mio blog. Nella speranza che la comprensione, l’attenzione e il rispetto non svaniscano con una separazione… possono incrinarsi, prima di tornare a ricoprire il proprio ruolo di genitori, cercando d svolgerlo al meglio… E ci si dovrebbe rendere conto che la scelta di affidare i bambini alla madre ha una sua motivazione… certamente a favore dei figli, ai quali va cercato di alleggerire il carico emotivo che comporta il cambiamento di abitudini durante una separazione, mantenendoli, là dove è possibile, nella casa dove risiedono… e non per un capriccio, ma perché si tende a favorire il contatto con la loro figura di riferimento primaria, che nella maggioranza dei casi è ricoperta dalla donna nel suo ruolo materno (nel suo poco o per nulla riconosciuto “lavoro di cura”). Sapere inoltre cosa sia un matrimonio (e cioè un contratto), aiuterebbe le persone a prendere coscienza in modo più specifico… per tutelare e tutelarsi. Ma finché si fabbricheranno personaggi, pensieri e canzoni di questo livello sarà molto difficile…