Ripercorro qualche scena nei palinsesti delle tv del 2011… (Un post che avevo scritto tempo fa e che avevo dimenticato).
A parte le stronzate indicibili tipo “Porta a porta”, “Radio Londra”, ecc, (che purtroppo ci dovremo sorbire anche nell’anno avvenire), mi limiterò a considerare i programmi serali che vengono etichettati come di sinistra, escludendo ovviamente Mediaset, che considero integralmente tv spazzatura. In Rai a parte l’epurazione di alcuni personaggi non è cambiato nulla nella sostanza (anche perché, usciti dalla porta, rientrano dalla finestra, come ospiti in varie trasmissioni). Qualche vestito nuovo… per il resto i soliti tormentoni affloscia-menti. La solita solfa superficiale e generica. Ballarò, con la sua insulsa sigletta (per non parlare di quella del meteo di Rainews, che è orribile e triste)… Subito si capisce che non è cambiato nulla… o qualcosa è peggiorato, come l’audacia radicale di Mineo. I giornalisti continuano a servire i politici e i loro diktat. Soliti ospiti, solite direttive, solite argomentazioni evasive ed estranee ad una società che non può riconoscersi nelle beghe di potere, se non nel ruolo di vittime sotto ricatto continuo… Quando hanno introdotto una “nuova” trasmissione (si fa per dire), L’ultima parola, condotta da Gianlugi Paragone, questa è stata subito declassata in seconda serata, poi forse annullata: uno spettacolo pietoso, una giostra falsamente pluralista, che offre anch’essa le sue vetrine ai soliti noti, o ai novelli, inseriti per favorire visioni politiche di destra o tuttalpiù moderate
Grillo che si propone nel ruolo di colui che placherà le anime degli indignati, cui è sufficiente, per sbollire la rabbia, avere una cozza in mano… Nel vedere la trasmissione, già dalla prima puntata, il rigetto continuava ogni volta che la telecamera inquadrava un certo Sallusti… Ad una platea ordinata e disposta a mo’ di parlamento, a turno si è data voce alla studentessa, all’operaio, al blogger (un Byoblu ammansito ed emozionato, ma che cavalcherà la scena) che si sono prodotti in interventi banali, poco incisivi.
L’intervista alla escort Terry De Nicolò e le analisi che il giorno dopo seguono sui media(a, b, c)…. A mio avviso lei era solo una voce che esternava pensieri che sono propri dei rapporti sociali interni e propri del capitalismo e dei prototipi individuali da questo richiesti… parole lontane dall’esperienza quotidiana popolare, da chi sa per certo che la media di uno stipendio non è affatto di duemila euro, ma che corrisponde a molto, molto meno (figuriamoci nel 2012, dopo le ulteriori stangate salva Italia… nazione che a mio avviso potrebbe spostarsi in Svizzera per essere accompagnata verso l’eutanasia)… Le sue parole possono non piacere ma incorniciano perfettamente la Jeune-fille (Elementi per una teoria della Jeune-Fille, Tiqqun, Bollati Boringhieri, 2003) e il suo scollamento interiore che lascia il posto ad un meccanismo economico che tutto fagocita… che confonde in un unico amalgama prodotti e produttori. La Terry così diviene il sistema che la sorregge, non diversamente da tanti altri (ma le sue parole fanno più scalpore perché puttana), da tanti altri PUTTANI che aleggiano intorno alla torre del potere. Infatti, a mio avviso, molti giornalisti, politici, imprenditori non sono diversi… Uno Scajola, così come un Tremonti o un Bertolaso. Un Minzolini, il Ferrara di turno e tanti, tanti altri, non sono distanti dai modi di fare delle escort.
Ma l’interesse pruriginoso maschilista meglio si concentra sulla donna, tralasciando e minimizzando indagini e denunce ben più importanti… confermando modelli e pregiudizi che hanno contribuito a creare, in modo complementare, il mito del “Berlusca scopatore” (estensione grottesca del mito del maschio italico).
Far la puttana di lusso, a quanto pare non piace, dal momento che si è lì in lista per mirare ad altri incarichi (ma più che alle loro ambizioni, la questione del piacere o meno credo sia imputabile ai clienti… perché questi esigono includere nel pagamento, anche la pantomima del “mi piace…”). Terry descrive inoltre un business che per operare ha bisogno di far cadaveri, un business che ha bisogno di adepti… Società energetiche, le holding italiane nei settori dell’aeronautica, le organizzazioni internazionali, i presidenti e i partiti politici compiacenti, i guerrafondai quelli con simpatie e genealogie fasciste e neofasciste, le forze di sicurezza, non passano forse sui cadaveri? Giuliani, il ragazzo ucciso a Genova nel 2001 (di cui quest’anno se ne commemora il decennale) non è uno dei figli d’Italia calpestati più volte… Le donne vittime di stupro, offese nei processi e dall’opinione pubblica e morale, non sono più volte calpestate? I migranti deceduti in mare, o nel deserto… e i cadaveri di cui non ci occupiamo?(solo per citare alcuni esempi…).
Per analogia mi viene da pensare che vi sono anche mogli “prostitute” che passano sopra la dignità della povera sfortunata che capita sotto le grinfie del loro “bravo” maritino. Lei, la moglie in prima linea vicino al marito per risanare un’immagine pubblica decomposta e assicurarsi la sua prescrizione in tribunale… (un po’ come fa il Pd nei riguardi del Pdl). Certo… la vittima è poco attendibile, mentre lei è una donna credibile rassicurante, che crede e sostiene il marito anche nelle sue peggiori abitudini… Attende che il coniuge si discolpi in tv (DSK intervistato da una giornalista amica della moglie si attribuisce solo una “colpa morale”), poi sembra che lo sfanculi…
O c’è chi per “gioco e divertimento” su YouTube istiga al femminidicio… La lista potrebbe proseguire infinita… Gli uomini si raccontano le cose in modo da salvaguardare se stessi… e alcune donne li accontentano. Per loro le puttane sono le donne… che hanno diritto al mantenimento, quelle che cercano di allontanare i propri figli dai padri violenti, quelle che decidono la propria sessualità (quelle che se te la danno non va bene e se non te la danno, non va bene lo stesso)…. Ecc, ecc…
Segue Presa diretta condotta da Riccardo Icona, che dichiara che la BCE ci ha salvato (da che non si sa!) e annuisce davanti alla Marcegaglia che vuole le “riforme strutturali”, quelle “impopolari”… ovviamente quelle che favoriscono la Confindustria (che toccano pensioni e contratti di lavoro), nascondendole dietro l’alibi della ripresa economica del Paese (cosa simile avviene con Draghi nella seconda puntata). E nonostante tutto, in Rai, lui insieme alla trasmissione della Gabanelli o di Lucarelli rimangono i curatori delle migliori inchieste e reportage mandati in prima serata…
Poi arriva il turno di Santoro con la sua trasmissione sul web, mandata in onda anche da alcune emittenti locali. Servizio pubblico, l’editoria dal basso, autofinanziata con i soldi (10,00€) dei “citrulli” di facebook o dei blog. Trasmissione che appare totalmente uguale alla precedente: Annozero. Così ecco tornare sugli schermi Santoro & Company, pronti a rifilarci l’evento mediatico del momento, il libero giornalismo che cambierà il mondo. Purtroppo, ma non ne avevo dubbi, noto il solito modo di fare, ancora persone appollaiate in alto, lontane dalla scena principale, invitate a parlare per alcuni minuti striminziti e poi zittiti appena i loro concetti vertono su qualcosa di socialmente utile e interessante, o strumentalizzati dal conduttore che distorce i significati dei loro discorsi rendendoli funzionali alla sua “narrazione”. Nel centro i soliti “attori” con la consueta retorica e capacità persuasiva e un pizzico di argomentazioni pruriginose (che, da “buon” manager di se stesso, Santoro sa che non debbono mai mancare per poter raggiungere uno share alto) e tanta, tanta vacuità… Si fa propaganda del nuovo ordine economico con l’abusato spread, che serve a far sì che si indichi e si richieda in maniera più o meno indiretta e “dal basso”, quell’austerity capace di placare gli animi dei ricchi borghesi.
Ma soprattutto non capisco come mai si dovrebbe pagare per sentire uno scagnozzo del capo che invece di fare giornalismo, ripete ad oltranza, sottolineandola come se fosse la cosa più oltraggiosa che ci possa essere, che una moglie guadagni più di un marito… Una tesi inaccettabile che non trova contraddittori, dato che come al solito le risposte dei media e dell’entourage giornalistico non si discostano quasi mai da quel maschilismo pervasivo e diffuso un po’ ovunque e ad ogni occasione tra la pubblica opinione.
Il tutto inframmezzato da pubblicità che passano da una banca all’altra… o réclame di auto, come per esempio l’ultima della Citroën, che è la rappresentazione perfetta di quel nuovo modello che si persegue, in modo sempre più persuasivo: non essere uno yes-man, ma saper dire di NO… per mantenere poi, esattamente tutti i cliché imposti al nostro desiderio, ingenuo e plasmabile.
Ora lo scenario politico è cambiato (o almeno così vogliono farci credere), si fa ricorso a quella sobrietà, a quello stile e spessore delle eminenti figure di riferimento dell’attuale governo, non votato dagli elettori ma imposto dai diktat fintamente europeisti, verosimilmente americani. Ed è in questa fucina di tecnici e dei loro sostenitori, che si sta dando sfoggio ad un rinnovato becero moralismo. L’attenzione cade dall’equilibrismo del tacco 12, al tacco comodo e moderato. Sotto esame e giudizio è ancora una volta la figura femminile. Il popolo moralista, contento di essersi liberato di 4 sgrinfiette, sembra contento e onorato… di farsi pestare sì, da donne austere (che menano con dispiacere e pianti inopportuni) e da uomini infimi e viscidi, che agiscono nascosti dietro il paravento della necessità per “sanare” un’economia e una nazione in declino, facendo ricorso ai vecchi espedienti matrice cattolica, a quei sacrifici necessari per l’espiazione dei peccati, a quegli atti penitenziali che secondo loro ci condurrebbero verso un mondo migliore (tralasciando di dire che le migliorie di cui si parla non sono certo per il popolo…), con più equità(lia). Ecco gran parte di queste bugie sono passate per i media nel 2011.
In sostanza: per fortuna, vedo pochissima tv…
Attendo l’era dell’acquario…
anche perché dal 2012 non mi aspetto niente di buono.
Cerco di allontanarmi da quelle pressioni che spingono al conformismo e all’acquiescenza sociale, per crearmi un pensiero critico e autonomo…
Perché è fondamentale capire che gran parte di quello che passa attraverso i media (e la tv in particolare) è usato a scopo propagandistico. Nulla è casuale o richiesto da quel pubblico fantasma cui si ricorre solo ed esclusivamente per far abboccare il pesce all’amo. Per farci rimanere incollati a delle visioni che ci vengono proposte per persuaderci e indurci a desiderare quel che di volta in volta viene richiesto. Plasmando e plagiando le menti di molti… A tutti, buona visione!… davanti allo schermo dell’orrore…
Attenzione nell’anno nuovo potrebbe accadere che per catturati e abituati ad immagini forti o semplicemente per metterti le mani nelle tasche… la squadra Monti o chi per loro un giorno uscirà dal video come Samara in The Ring…